Ipomineralizzazione molare-incisiva: prevalenza dell’11,54% nei bambini italiani e turchi

0
Examen dental pediátrico de cerca

EVIDENZA SCIENTIFICA | LETTURA IN 1 MINUTO

Ipomineralizzazione molare-incisiva: che cosa è stato studiato?

Uno studio epidemiologico trasversale ha confrontato la prevalenza e le caratteristiche cliniche dell’ipomineralizzazione molare-incisiva (MIH) e dell’ipomineralizzazione dei secondi molari decidui (HSPM) in bambini italiani e turchi.

Sono stati esaminati 840 bambini tra 6 e 16 anni: 390 italiani e 450 turchi. Due odontoiatri calibrati hanno applicato i criteri diagnostici dell’Accademia Europea di Odontoiatria Pediatrica (EAPD).

Quali sono stati i risultati?

3 punti chiave

  • Prevalenza dell’11,54%: sono stati identificati 97 bambini con MIH, 50 italiani e 47 turchi.
  • HSPM nel 60,31%: è stata rilevata la presenza di almeno un secondo molare deciduo ipomineralizzato nei bambini affetti da MIH valutati per questa condizione.
  • Differenze cliniche: sono emerse differenze significative tra i due Paesi nella gravità delle lesioni MIH e nelle necessità di trattamento dei molari e degli incisivi inferiori.

Sono state inoltre osservate associazioni statisticamente significative tra MIH, HSPM e restauri dentali, nonché tra MIH e perdita di sostanza dello smalto dopo l’eruzione.

Che cosa significa per la pratica clinica?

I risultati sottolineano l’importanza di esaminare sia i primi molari permanenti sia i secondi molari decidui durante la valutazione dei difetti di ipomineralizzazione nei pazienti pediatrici.

La prevalenza di MIH è risultata simile in Italia e Turchia, mentre la presenza di HSPM è stata inferiore nei bambini turchi. Lo studio trasversale non permette di stabilire relazioni causali. Gli autori raccomandano ulteriori studi epidemiologici standardizzati su campioni più ampi.

Titolo originale:
Prevalence and Clinical Patterns of Molar-Incisor Hypomineralisation (MIH) and Hypomineralised Second Primary Molars (HSPM) in Italian and Turkish Children Aged 6–16: an epidemiological comparative cross-sectional study.

Autori: V. Luppieri e collaboratori.

Fonte: Consulta lo studio originale