Il fluoruro diamminico d’argento (SDF) è diventato negli ultimi anni una strategia minimamente invasiva sempre più studiata per arrestare la progressione della carie dentale, soprattutto in odontoiatria pediatrica e nei pazienti con accesso limitato ai trattamenti restaurativi.
Una recente revisione sistematica con meta-analisi ha valutato l’efficacia del SDF nel fermare la progressione delle lesioni cariose rispetto ad altri trattamenti utilizzati nella pratica clinica.
I risultati indicano che il fluoruro diamminico d’argento al 38 % è efficace nel bloccare la progressione della carie, sia nei denti decidui sia nei denti permanenti.
Percentuali di arresto della carie
Diversi studi clinici mostrano che l’applicazione del SDF può arrestare circa il 65 %-80 % delle lesioni cariose trattate, a seconda del protocollo di applicazione e del tipo di lesione.
Questo effetto è spiegato da diversi meccanismi:
- azione antibatterica degli ioni d’argento
- remineralizzazione grazie al fluoruro
- inibizione della degradazione del collagene dentinale
Questi meccanismi contribuiscono a stabilizzare la lesione e a rallentare la progressione della carie.
Confronto con altri trattamenti
Alcuni studi hanno confrontato il SDF con trattamenti restaurativi minimamente invasivi come la terapia restaurativa atraumatica (ART).
I risultati suggeriscono che il SDF può essere un’alternativa efficace per controllare la carie, soprattutto nei contesti in cui il trattamento restaurativo tradizionale è difficile da eseguire.
Inoltre, la sua applicazione è rapida e non richiede anestesia né strumenti rotanti.
Limitazioni cliniche
L’effetto collaterale più noto del SDF è l’annerimento permanente della lesione cariosa trattata, che può limitarne l’utilizzo nelle zone estetiche.
Nonostante questa limitazione, numerose revisioni scientifiche indicano che il SDF rappresenta uno strumento efficace e a basso costo per il controllo della carie, soprattutto nelle strategie di trattamento minimamente invasivo.
