Lo sbiancamento interno (sbiancamento intracoronale) è una tecnica utilizzata per migliorare il colore dei denti non vitali che presentano discromie dopo un trattamento endodontico. Questo procedimento consente di schiarire il dente senza ricorrere a trattamenti restaurativi più invasivi come faccette o corone.
Il trattamento si basa sull’utilizzo di agenti ossidanti che penetrano nei tessuti dentali e degradano i pigmenti organici responsabili della discromia dentale.
Gli agenti sbiancanti più comunemente utilizzati nello sbiancamento interno includono perossido di idrogeno, perossido di carbammide e perborato di sodio, tutti capaci di liberare radicali ossidanti che agiscono sui pigmenti presenti nella dentina.
Confronto tra agenti sbiancanti
Studi recenti che confrontano diversi agenti utilizzati nello sbiancamento interno mostrano differenze nella loro capacità di schiarimento.
In uno studio comparativo, il perossido di carbammide ha prodotto il maggiore effetto sbiancante, seguito dal perossido di idrogeno, mentre il perborato di sodio ha mostrato il minor grado di schiarimento durante il periodo di trattamento valutato.
Sono state inoltre osservate differenze statisticamente significative nei cambiamenti di colore, misurati attraverso parametri colorimetrici come ΔE, L, a e b***.
Ricolorazione dopo lo sbiancamento
Un altro risultato importante dello studio è che i denti sottoposti a sbiancamento possono presentare maggiore suscettibilità alla ricolorazione quando successivamente esposti a sostanze pigmentanti, rispetto ai denti che non sono stati sbiancati.
Questo fenomeno è attribuito a cambiamenti nella superficie dentale e nella struttura della dentina dopo il processo di ossidazione.
Implicazioni cliniche
L’evidenza scientifica recente suggerisce che il tipo di agente sbiancante utilizzato può influenzare il grado di schiarimento ottenuto nei denti non vitali.
Dal punto di vista clinico, questi risultati indicano che:
- diversi agenti sbiancanti possono produrre livelli differenti di schiarimento dentale
- il perossido di carbammide può produrre cambiamenti cromatici più marcati in alcuni protocolli di sbiancamento interno
- i denti sbiancati possono essere più suscettibili alla ricolorazione quando esposti a sostanze pigmentanti
Pertanto, la scelta dell’agente sbiancante e il controllo dei fattori di pigmentazione dopo il trattamento possono influenzare i risultati estetici ottenuti.

